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ESERCITAZIONE INTERNAZIONALE H.C.P. IN MONTENEGRO

Si è svolta dal 13 al 17 maggio a Niksic in Montenegro un'esercitazione internazionale full scale denominata "MNE-MODEX 2019", a cui ha partecipato il modulo High Capacity Pumping (Alta Capacità di Pompaggio) della Regione Piemonte. Superato brillantemente l'impegnativo test di verifica per l'autosufficienza, il coordinamento, l'interoperabilità e le procedure interne di lavoro del Team.

L'evento, a cui oltre all'Italia hanno partecipato Romania, Germania, Serbia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Turchia, era compreso nel del ciclo di esercitazioni previste tra le attività del consorzio EUROMODEX, promosso e finanziato dalla Commissione Europea, nell'ambito del Meccanismo Unionale di Protezione civile.

UN "MECCANISMO" IN CRESCITA
Il meccanismo di protezione civile dell'Unione europea è stato istituito nel 2001 con lo scopo di migliorare la cooperazione tra gli Stati membri per facilitare un maggiore coordinamento nel settore della protezione civile. Di questa organizzazione fanno attualmente parte i paesi dell’Unione Europea e Islanda, Norvegia e Liechtenstein che aderiscono all’Area Economica Europea oltre agli altri paesi che hanno chiesto di aderire all'UE.

Il Meccanismo Comunitario si avvale di Risorse umane e strumentali che i singoli Paesi Membri mettono a disposizione volontariamente per interventi di protezione civile dentro o fuori la UE. Queste risorse sono organizzate in "MODULI" di intervento precostituiti che devono rispondere a caratteristiche ben determinate, come la capacità di es-sere operativi sul posto entro 32 ore dall’attivazione, l’autosufficienza per almeno 4 giorni oltre alla completa interoperabi-lità con altri moduli.
Dal 2001 il meccanismo di protezione civile dell'UE è stato attivato più di 300 volte, fornendo sostegno supplementare ai paesi che af-frontano emergenze di ogni tipo e aiutando a proteggere i cittadini da esse colpiti.

IL TEAM H.C.P. DELLA REGIONE PIEMONTE

La Regione Piemonte per affrontare le conseguenze di alluvioni e allagamenti ha attivato un modulo HCP (Higt Capacity Pumping – Elevata Capacità di Pompaggio) certificato a livello comunitario in grado di intervenire tempestivamente nelle zone colpite da alluvioni con potenti idrovore e barriere antiesondazione.
Ne fanno parte una cinquantina di volontari dalle specializzazioni più svariate, autisti, elettricisti, idraulici, meccanici ma anche esperti nella gestione dei campi e nelle comunicazioni, informatici, sommozzatori provenienti dai diversi Coordinamenti Territoriali del Piemonte.

Per questa esercitazione è stata allestita una colonna mobile composta da un pick up “comando” attrezzato anche come centrale trasmissioni con telefono satellitare, fax e collegamento internet, due autoarticolati con le attrezzature di supporto al campo (tende, modulo servizi, generatori di corrente, torre faro, una minipala cingolata, ecc.), quattro autocarri a trazione integrale e muniti di gru scortati da altrettanti pick-up che costituiscono il “braccio operativo” della task force di intervento con una poderosa pompa “Albatros” con una portata di 12.500 litri/minuto, due pompe carrellate “Godwin” da 5.000 litri/minuto e una pompa ad immersione elettrica “”Flygt” da 3.500 litri/minuto, oltre a circa 4 chilometri di manichette di vari diametri. Chiude la colonna un furgone attrezzato ad officina mobile. A governare questa complessa struttura un rappresentante del Dipartimento della Protezione Civile, tre funzionari della Regione Piemonte, Luca Del Negro nel ruolo di team-leader, con il suo vice Gisella Maggi, Daniele Caffarengo in veste di co-trainer, per il collegamento tra il team piemontese e il consorzio organizzatore e 30 volontari dei Coordinamenti di Alessandria, Novara, Torino, VCO e Vercelli divisi in quattro squadre HCP con il supporto logistico e tecnico di una squadra TAST (Technical Assistance Support Teams).

PER TERRA E PER MARE

Il Modulistan, sfortunatissimo stato extra UE creato dalla fantasia degli organizzatori – nella realtà le zone nei dintorni di Niksic e Danilovgrad nel sud del Montenegro - è colpito dall’ennesima disastrosa alluvione e, non riuscendo a fare fronte con le proprie forze all’emergenza, richiede l’intervento del Meccanismo Europeo di soccorso. Rispondono prontamente all’appello i moduli HCP di Romania, Germania e Italia, oltre a due moduli internazionali composti l’uno da Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia e l’altro da Turchia e Kosovo, nazioni coinvolte nei progetti IPA (Instrument for Pre-Accession Assistance) che preludono l’ingresso ufficiale nel meccanismo UE. La Germania inoltre mette in campo un nuovo modulo SEC - Standing Engineering Capacity specializzato nella costruzione, manutenzione e demolizione di strutture di emergenza, mentre i nostri Vigili del Fuoco partecipano con un proprio modulo HCP per ottenere la registrazione a livello internazionale. Scattato l'allarme, pianificati i dettagli, nel giro di 24 ore uomini, mezzi e attrezzature sono pronti ad intervenire e, sotto una pioggia battente, la missione ha inizio. Il lungo serpentone di mezzi che avanza lungo le strada suscita curiosità e interesse, i bambini specialmente, affascinati da quelli che a loro appaiono come grandi giocattoli, restano incollati ai finestrini per vedere meglio. Per la prima volta una parte del trasferimento avviene via mare utilizzando il traghetto per affrontare la traversata con mare forza 7 da Ancona a Spalato in Croazia e ritorno dal porto di Durazzo in Albania. "… Ed è soltanto la prima delle novità di questa davvero complessa ed impegnativa esercitazione – dice Luca Del Negro, funzionario del Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e Team Leader della spedizione – infatti per raggiungere i luoghi dell'esercitazione si sono attraversati ben quattro stati con i relativi controlli alle frontiere, questa volta reali e non simulati come avviene di solito, la circolazione, specialmente per i mezzi pesanti si è rivelata molto difficile, anche le comunicazioni hanno dato qualche problema per la complessa orografia del territorio e l'impossibilità di utilizzare ponti radio. Per quello che riguarda gli scenari operativi si è trattato principalmente di operazioni di pompaggio di grandi cubature d'acqua a grandi distanze: in particolare, con il lavoro congiunto della squadra italiana con quelle di Romania e Kosovo, è stata stesa una linea di manichette lunga ben quattro chilometri, sfruttando diverse pompe e vasche di rimando; un vero record! Particolare attenzione è stata posta all'assistenza delle popolazione colpita dall'alluvione, simulando realisticamente, con l'ausilio di figuranti, operazioni di salvataggio e messa in sicurezza delle strutture evacuate. Molto spettacolare l'intervento di un elicottero per il trasporto di un ferito grave recuperato sotto le macerie".

Pienamente raggiunti gli obiettivi dell'esercitazione, ovvero testare l'autosufficienza dei moduli e le capacità di interoperabilità con gli altri team per affrontare le emergenze "... con squadre ben addestrate e preparate, attraverso il lavoro comune, la cooperazione e lo scambio di esperienze: solo così si può efficacemente rispondere alle catastrofi naturali", come ha affermato il Ministro degli Interni del Montenegro Mevludin Nuhodzic nel salutare e ringraziare i partecipanti all'esercitazione inaugurando a Danilovgrad il Centro Regionale di Addestramento per i soccorritori nelle inondazioni e frane, la cui costruzione è stata realizzata grazie alla cooperazione di Italia, Albania e Montenegro.

M.C. 19/05/2019