Benvenuto
Nome di Login:

Password:



[ ]
[ ]
Menù Principale
· Home
turni di presidio
Servizi per i Volontari
LINK
Data / Ora
 
Prossimi Eventi
Nessun evento prossimo
Nessun evento in questo mese.

LunMarMerGioVenSabDom






1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30





ARTICOLI PUBBLICATI:

Online
Ospiti: 9
Utenti: 0
In questa pagina: 1
Totale: 153, Ultimo: FasseroMarco
Citazioni
Compleanno degli Utenti:
Nessun compleanno oggi

Prossimi compleanni
25/09 Fabio Uberti (7)
27/09 tcasta (54)
28/09 giovcome (8)
05/10 Daniele Lesca (47)
06/10 Roberto Genesi (53)

ANCHE IL PRESIDENTE MATTARELLA ALLE CELEBRAZIONI PER IL 50.ENNALE DELL'ALLUVIONE NEL BIELLESE



IN OCCASIONE DEI CINQUANT'ANNI DELLA TRAGEDIA CHE CAUSO' 58 VITTIME E DANNI INCALCOLABILI, ALLA PRESENZA DEL CAPO DELLO STATO E DELLE PIU' ALTE AUTORITA', SI E' SVOLTA A VALLE MOSSO UN'ESERCITAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE PER RICORDARE LA TRAGICA ALLUVIONE DEL 1968

“E piove, e piove senza mai cessare: piove con odio sulla terra scossa...” : sono i primi versi del sonetto “Il Diluvio” che la poetessa-scrittrice Ada Negri volle dedicare alla Valle Strona di Mosso, nelle prealpi biellesi, all'indomani della disastrosa alluvione che funestò il territorio nel 1968.

UNA TRAGEDIA DIMENTICATA

Quel Sabato 2 Novembre di cinquanta anni fa continuava a piovere senza sosta su tutto il nord ovest d'Italia. Alla televisione i metereologi spiegavano che una profonda depressione Atlantica in arrivo dal Golfo di Biscaglia nel suo avanzare verso oriente si scontrava con correnti anticicloniche provenienti dall'est Europeo, bloccando di fatto l'aria calda e umida portata dai venti di Scirocco e Libeccio e costringendola a dirigersi verso l'arco Alpino Occidentale con piogge intense ed insistenti. In quel drammatico pomeriggio dalla Regione giungevano le prime notizie di allagamenti nelle campagne del Tanaro e della Bormida, l'attenzione era in quel momento tutta concentrata sulle zone prossime ai grandi centri abitati quali Alessandria ed Asti quando dal Biellese cominciarono ad arrivare le notizie delle prime frane e, purtroppo, delle prime vittime. Fu solo l'inizio di una immane tragedia. Le forti piogge si spostarono dal Piemonte meridionale a quello settentrionale dove continuarono insistenti a ridosso della catena alpina che ne impedì il transito verso est. Ad aggravare ulteriormente la situazione il massiccio arrivo in quota di aria Atlantica più fredda, ma ugualmente umida ed altrettanto ricca di precipitazioni.
Le piogge già intense si trasformano in forti rovesci di pioggia continua. Rileggendo i rapporti delle stazioni meteorologiche locali saltano subito all'occhio gli altissimi valori di "Rain Rate" (mm. Di precipitazione oraria) : Ovunque sul Biellese si supera la soglia dei 100 mm/h, e nelle zone orientali, in particolar modo nella Valle Strona di Mosso, Triverese ed alta Valsessera, le piogge torrenziali si accaniscono per ore e ore con grande violenza. Una tale quantità d'acqua non può essere assorbita e smaltita dal terreno senza fare danni, specialmente in un territorio come quello Biellese caratterizzato, dal punto di vista geologico, da sedimenti sabbiosi derivanti dalla disgregazione del massiccio granitico biellese, molto instabili e soggetti a frane.
Il termine “bomba d'acqua” non esisteva ancora... ma sicuramente di questo si trattò. Milioni e milioni di metri cubi di acqua e detriti gonfiarono a dismisura fiumi e torrenti che si precipitarono a valle spazzando via tutto quello che incontravano, ponti ed argini, linee ferroviarie e strade. Le case abbattute o inghiottite dalle frane, i grandi capannoni industriali sventrati, i macchinari spazzati via come fuscelli. Un disastro naturale di enorme portata: frane, crolli ed esondazioni causarono 58 vittime e danni per circa 30 miliardi di allora e si parlò di alluvione “industriale”, per il disastro che colpì il lavoro: 130 imprese industriali, 350 aziende artigianali, 400 esercizi commerciali distrutti o danneggiati per un totale di 15 mila posti di lavoro perduti principalmente nel settore tessile. Un territorio distrutto, una comunità fiaccata, un’economia in ginocchio.

L' ESERCITAZIONE

Questa drammatica calamità, come tante altre che purtroppo hanno funestato il nostro paese, ha dato stimolo e reso possibile la creazione e lo sviluppo di un sistema di Protezione Civile in grado di dare una risposta adeguata alle emergenze. Per testare il grado di efficienza e di capacità operativa raggiunti, specialmente nel settore del volontariato, è stata organizzata, nel quadro delle celebrazioni in occasione del cinquantesimo anniversario dell'alluvione nel Biellese, una esercitazione di Protezione Civile che ha visto coinvolti le componenti istituzionali, Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine, Croce Rossa, insieme ai volontari del Coordinamento Regionale del Piemonte, al Soccorso Alpino e agli A.I.B. dell‘Antincendi Boschivi, in totale circa un centinaio tra donne e uomini impegnati nella simulazione di un'operazione di soccorso e di manutenzione del territorio. L'esercitazione si è svolta nei pressi di Valle Mosso, nell'alto biellese, nel vallone del torrente Poala, dove sorgeva l'omonimo lanificio fondato nel 1877, quasi completamente raso al suolo dalla furia dell'alluvione insieme al ponte, poi ricostruito. Il luogo è dominato dall'imponente viadotto della Pistolesa, che con i suoi 152 metri di altezza, anche grazie all'ambiente circostante naturalisticamente intatto, ospita il primo centro permanente italiano per la pratica del “Bungee Jumpin”, i tuffi a capofitto nel vuoto assicurati ad una corda elastica.
Entrando nel dettaglio dell'esercitazione, i volontari del Soccorso Alpino hanno provveduto a creare dei “percorsi vita” lungo le sponde scoscese del torrente, con corde di sicurezza a cui aggrapparsi per muoversi sul terreno disagevole senza rischio. Sono intervenuti poi i volontari attrezzati di motoseghe e decespugliatori che hanno provveduto a ripulire l'alveo del torrente dalla vegetazione e dagli arbusti potenzialmente pericolosi per il regolare deflusso delle piene, con interventi selettivi (il piano di intervento era stato in precedenza pianificato e sottoposto al vaglio di un agronomo). Il legname di risulta è stato recuperato o destinato alla “cippatura” direttamente sul cantiere. Spettacolare la dimostrazione del Soccorso Alpino che ha simulato il recupero di una vittima rimasta bloccata dalla piena sul greto del fiume utilizzando tecniche alpinistiche, con corde e imbragature, per costruire una “teleferica” con un cavo che, teso tra le rive del torrente, ha permesso di soccorrere e recuperate la persona in difficoltà. Era presente una ambulanza della C.R.I, e tutte le operazioni svolte nelle vicinanze del corso d'acqua sono state rese sicure dai volontari del nucleo sommozzatori pronti ad intervenire in caso di rischio o pericolo.

IL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA: "RIALZARSI E RIPARTIRE"

L'eccezionalità di questa esercitazione è da ricercare nella visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha accolto la richiesta dei sindaci dei territori colpiti dall'alluvione di essere presente alle celebrazioni del cinquantenario di quel triste evento. “Sono qui per onorare la memoria di quanti persero la vita in quei giorni e di tutte le persone che, in ogni parte d’Italia, si mobilitarono generosamente per i soccorsi” - ha detto il Presidente nel suo discorso - e, come accadde a Firenze nel 1966 - “Un’intera società civile, nelle sue mille articolazioni, si è allora mobilitata, in entrambe le tragedie. Già i giorni di Firenze contribuirono a far aprire gli occhi sulla necessità di attuare politiche di tutela ambientale. Posero le basi per la creazione di una moderna rete di protezione civile in grado di prevedere le emergenze e di coordinare i soccorsi; e di renderli più efficaci e tempestivi”, ribadendo che " Le morti, le distruzioni materiali, le ferite del territorio sollecitarono una forte reazione: rialzarsi e ripartire". All'esercitazione erano inoltre presenti il Coordinatore Regionale del Volontariato di Protezione Civile Roberto Bertone, il Sindaco di Valle Mosso Cristina Sasso, il Presidente della Comunità Montana del Biellese Orientale, Carlo Grosso, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che al termine dell'esercitazione si sono intrattenuti con i volontari congratulandosi per il livello di eccellenza raggiunto.

M.C. Novembre 2018